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Cedolare secca immobili commerciali e riforme

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Un passo indietro nella lotta al nero sugli affitti dei locali commerciali

Cedolare secca: Definizione

Come definita dall’Agenzia delle Entrate: la “cedolare secca” è un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile).

Perché nasce e l’agevolazione fiscale

Il regime della cedolare secca nasce principalmente per far fronte a due esigenze: ridurre il peso della pressione fiscale sui contribuenti e combattere il fenomeno degli affitti in nero.
Ne conseguono diversi vantaggi per i contribuenti. Innanzitutto, registrando un contratto sotto cedolare secca la tassazione per il titolare dell’immobile non avviene in base al suo reddito bensì sul canone incassato.
Inoltre, beneficia di un’aliquota agevolata perché permette l’esenzione dalle imposte di registro e di bollo, altrimenti dovute all’Agenzia delle Entrate per registrare, risolvere o prorogare un contratto di locazione.

La cedolare secca immobili commerciali nel 2019

Negli anni la disciplina cedolare secca ha subìto diverse variazioni, ma è da ricordare la riforma della legge di Bilancio 2019 (articolo 1 comma 59, legge 145/2018) che aveva introdotto l’applicabilità di tale regime speciale di tassazione anche per immobili commerciali. Quindi, cedolare secca non solo per immobili a uso abitativo, ma anche agli immobili appartenenti alla categoria catastale C1, riferibili a negozi o botteghe con una superficie non superiore ai 600 mq, come ad esempio negozi e magazzini. Restavano invece esclusi gli affitti commerciali che avevano per oggetto immobili con le categorie catastali A10 (gli uffici), D2 (gli alberghi) e C3 (i laboratori).
Per aderire all’opzione cedolare secca, con l’imposta sostitutiva del 21%, le parti potevano semplicemente esercitarla in sede di registrazione del contratto di locazione o negli anni successivi.

L’esclusione degli immobili ad uso non abitativo con la Legge di Bilancio 2020

Mentre per gli affitti abitativi l’opzione cedolare secca resta sempre in vigore, con la Legge di Bilancio 2020 si esclude il rinnovo della tassazione agevolata del 21% sugli affitti commerciali.
Coloro che stipulano un contratto di locazione di un negozio o di una bottega, con decorrenza dal 2020, non possono più avvalersi dell’imposta sostitutiva agevolata con tale regime.
Ovviamente l’applicazione della cedolare secca immobili commerciali è stata garantita per i contratti stipulati entro il 31 dicembre 2019 e registrati, secondo le regole vigenti, entro il termine di 30 giorni.
Con rammarico, quindi, la possibilità di optare per la cedolare secca sulle locazioni di tali immobili è terminata nel 2019. Confedilizia, la Confederazione italiana proprietà edilizia, ritiene che questo mancato rinnovo non è positivo per l’economia italiana e aggraverà la già disastrosa situazione delle nostre città.
Si spera che, vista la crisi attuale, la cedolare secca per gli immobili commerciali venga ripristinata nel 2021.

Per ulteriori informazioni sulla cedolare secca si rimanda alla Scheda informativa dell’Agenzia delle Entrate.

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