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Cosa sapere sulla plusvalenza immobiliare e le novità del 2020

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Cos’è la Plusvalenza nel settore immobiliare?

La plusvalenza è un termine molto utilizzato in questo comparto. Ma cosa significa esattamente?
La plusvalenza immobiliare non è altro che il guadagno che si percepisce quando si vende un immobile a un prezzo maggiorato, prima che siano trascorsi cinque anni rispetto allo stesso acquisto. La plusvalenza è quindi calcolata sulla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto.
Ecco alcune delle domande più diffuse a cui abbiamo risposto in maniera agevolata per sapere come comportarsi.

Quando viene tassato un immobile con la plusvalenza?

Questo avviene in 3 occasioni:

  • se la vendita avviene da meno di 5 anni dall’acquisto (è prevista una tassa pari al 20%);
  • se l’immobile non è pervenuto al venditore in seguito a una successione;
  • se l’immobile non è residenza del venditore o di un suo familiare nel tempo tra l’acquisto e la vendita che ha realizzato la plusvalenza.

Quando non si paga la plusvalenza immobiliare?

Esistono sei possibili casi:
– si riceve un immobile in eredità e si decide di metterlo in vendita;
– si vende dopo 5 anni;
– si acquista un immobile con agevolazione di prima casa, utilizzandolo come abitazione principale per la maggior parte del tempo intercorso tra acquisto e vendita;
– si verificano cessioni a titolo gratuito;
– si acquistano immobili per successione;
– si utilizza a fabbricato abitativo adibito dal cedente come abitazione propria o dei propri familiari, per la maggior parte del periodo di possesso.

Come è possibile effettuare il pagamento?

I casi in cui bisogna pagare la plusvalenza sono sopra citati, di seguito vediamo le 2 modalità per pagare la plusvalenza immobiliare:

  1. Ordinaria: inserendola nella dichiarazione dei redditi sotto la voce “altri redditi” e pagando l’aliquota Irpef di riferimento;
  2. Separata: chiedendo al notaio di pagarla contestualmente al rogito, e sarà applicata in questo caso l’imposta sostitutiva del 20%.

Ricorda che è possibile dedurre alcune spese, al fine di abbassare la plusvalenza, presentando questi documenti:
– imposte pagate relative all’acquisto precedente (imposta ipotecaria, catastale e di registro);
– onorari del notaio;
– spese di manutenzione che hanno modificato radicalmente l’immobile o lo hanno totalmente modernizzato (Cassazione, Sez. XXI, dec. n. 1681/93).

Il plusvalore immobiliare 2020

Secondo l’articolo 89 della legge di bilancio 2020, dedicato ai rendimenti dei beni, ci sarà un incremento fino al 26% dell’aliquota relativa all’imposta sostitutiva per la plusvalenza immobiliare. La legislazione fino al 31 dicembre 2019, che faceva capo alla legge finanziaria del 2006, invece prevedeva un’aliquota del 20%.
Rimandiamo all’articolo dell’Agenzia delle Entrate per approfondimenti.

Segnaliamo, inoltre, che la normativa di riferimento è il TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), precisamente agli art. 67 e 68, e nel caso dovessi aver bisogno di ulteriori chiarimenti ti consigliamo di rivolgerti a un consulente finanziario.

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