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Dai servizi immobiliari al Proptech

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Resoconto sul rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia

V Edizione – Febbraio 2020

Il Rapporto sui servizi immobiliari esiste ormai da quattro anni e si pone l’obiettivo di ricercare in modo “sperimentale” il campo dell’industria del settore immobiliare, che segue sempre di più un percorso di professionalizzazione.
In questa quinta edizione sono analizzati i macro-trend del settore, con una rappresentazione economico-statistica dei servizi immobiliari in Italia e in alcuni Paesi europei come Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.
Emergono quattro importanti capitoli di questo Rapporto, che vi riportiamo in maniera sintetica ed esplicativa.

1. Analisi statistico-economica dei servizi immobiliari in ambito italiano e internazionale

La parte del trend del settore immobiliare del 2019 è una stima, calcolata dagli ultimi dati a disposizione incrociati con gli andamenti emersi nel corso dell’anno, in quanto tutti i dati ufficiali non sono ancora disponibili, avvalendosi di collegamenti tra settore delle costruzioni e delle attività immobiliari.
Il nostro Paese è quello con il peso maggiore delle attività immobiliari all’interno dello scenario economico nazionale, con una quota stimata pari al 12% del PIL, insieme alle attività dedicate allo sviluppo immobiliare, ossia il 2,8%. Il settore delle costruzioni è, invece, molto stabile, con un peso del 4,2% sul PIL nazionale. La Francia e la Spagna seguono quasi di pari passo l’Italia, mentre la Germania risulta essere in coda agli altri Paesi.

Per quanto riguarda i servizi di Asset e Property management, abbiamo in testa Regno Unito e in Francia, per la professionalizzazione del comparto della gestione immobiliare e il livello di sviluppo dei Reit, delle Siic e dei fondi immobiliari non quotati, mentre l’Italia si trova indietro insieme alla Spagna. Nel settore del Facility management l’Italia risulta al primo posto, seguita dalla Spagna. Il Project management ha un minor numero di strutture specializzate, anche se in continua crescita, con una concentrazione di aziende presenti nel Regno Unito, in quanto esse non presentano sovrapposizioni con attività di diverso tipo, come la progettazione o la consulenza, al contrario di come avviene in altri Paesi, tra cui l’Italia. L’attività di Agency è molto consolidata in Spagna, Italia e Francia, perché caratterizzati da un importante sviluppo delle reti di franchising.

2. Il futuro dei servizi immobiliari

I servizi immobiliari sono oggetto di una profonda trasformazione dovuta a un’innovazione organizzativa, tecnologica e di marketing. Le aziende stanno attuando strategie di aggregazioni e fusioni, facendo nascere nuove relazioni tra investitori/developer, progettisti, property/project manager e broker, per gestire direttamente tutta la catena del valore e creare il prodotto più adatto per il mercato in un’ottica di medio-lungo termine.
Osserviamo dunque una diversificazione delle attività, le quali non si rivolgono più solo agli immobili, ma alle persone. Gli uffici e gli edifici dedicati al settore commerciale richiedono ad esempio maggiore consapevolezza per quanto riguarda l’ecosostenibilità e il green, mentre l’utilizzo massiccio della tecnologia e dell’IoT, fanno emergere la necessità di preservare la privacy e attivare la cybersecurity, poiché il settore immobiliare commerciale ora ha accesso a una più ampia varietà di dati personali, in un mondo pieno di minacce informatiche. In tutta Europa, Italia compresa, vediamo come anche le richieste di abitazioni residenziali si adattano al cambiamento sociale. Sul nostro territorio sono presenti ancora in una forma embrionale il residenziale in affitto (multi-family) e i vari student housing, micro-living, co-housing e senior living.

3. I servizi immobiliari visti dai clienti

In questa parte del Rapporto è stata analizzata la qualità dei servizi immobiliari dal punto di vista dei clienti. Quello che è emerso sul lavoro delle società che erogano servizi immobiliari è positivo, così come lo è la valutazione sul rispetto degli impegni contrattuali e sul livello di competenza e preparazione dei tecnici. Un voto un po’ più basso è quello invece relativo al rispetto dei tempi concordati. Quasi sempre vengono giudicati in ugual modo i fornitori italiani ed esteri.

4. Compliance

Nella sezione relativa alla compliance, ovvero la verifica sulla conformità a leggi e regolamenti in un’azienda, è emersa l’importanza di questa peculiarità che prima era confinata al settore bancario-assicurativo, mentre oggi arriva a tutti i settori produttivi e dei servizi, incluso l’ambito immobiliare.
Ciò che è diventato necessario per il successo e lo sviluppo di un’azienda ormai si riassume all’interno dei codici di condotta e codici etici, nei rapporti di sostenibilità e compliance sui bilanci, in quanto servono come garanzia del corretto funzionamento, dell’affidabilità, della reputazione e dell’immagine di una società.

In conclusione possiamo dire che i cambiamenti all’interno del settore immobiliare sono veloci e importanti e sono dovuti principalmente all’innovazione digitale, che sta modificando il modo in cui gli edifici si progettano, si costruiscono, si utilizzano e si gestiscono, stravolgendo di conseguenza tutti gli ambiti che compongono i servizi immobiliari.
Tutto questo ha portato a una richiesta nel settore di maggiori specializzazioni e competenze.
Il termine di Proptech, di cui solo ora si sta iniziando a capire l’importanza in Italia, nasce proprio dalla fusione tra ambito immobiliare e soluzioni digitali.
La necessità di investire in nuove tecnologie e nei sistemi informatici, e quindi di aggiornare costantemente tali competenze, ha portato a una maggiore strutturazione delle società mediante aggregazioni che consentono di crescere e investire in competenze e digitalizzazione.

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