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In calo il fatturato non residenziale per una frenata acquisti di uffici e locali commerciali.

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Se da un lato stiamo assistendo a una continua crescita, il valore del mercato immobiliare non residenziale sembra si sia arrestato dopo la fase positiva iniziata nel 2014. Nel 2018 il valore di scambio di negozi, uffici e capannoni si attesta infatti di 15,6 miliardi di euro, in leggero calo rispetto al 2017 (-0,4%). A livello di numero di compravendite a pesare sul dato negativo sono gli uffici (-3,7%), mentre sono in espansione negozi (+4,6%) e capannoni (+0,6%) stando a quanto riportato nel Rapporto sugli immobili non residenziali dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e dell’Assilea (Associazione italiana leasing).
Le compravendite degli uffici hanno subito una battuta di arresto con sole 9.988 transazioni (-3,7%) con un valore medio pari a 1.366 euro al mq, in calo dell’1,1% sul 2017. Solo in Liguria e nel Lazio il valore medio è cresciuto, segnando rispettivamente 2.025 €/mq e 1.963 €/mq. Mentre, in alcune specifiche città esse sono cresciute in modo più considerevole: a Venezia (+25,9%), a Verona (20,9%), a Catania (13,2%) e a Milano (12,7%). Il valore scambiato supera di poco i 3 miliardi di euro.
Sono risultate in crescita, seppur con tassi rallentati, le compravendite di negozi con quasi 30mila scambi (+4,6%) per un valore medio nazionale di 1.540 €/mq, in calo dell’1,7% sull’anno prima. I maggiori incrementi si sono registratiin grandi città come Bologna (+31,2%), Catania (+14,0%) e Palermo (+11,0%). Scambi in calo, invece, a Torino (-1,7%), Roma (-3,6%) e Genova (-11,9%). Il valore scambiato è pari a 6 miliardi di euro circa.

Infine, risultano stabili le transazioni relative ai capannoni, con 12.120 transazioni registrate nel 2018. L’unica area in cui si è registrato un brusco decremento è quella delle Isole, con -38%. «Un dato importante ma limitato – commenta in rapporto – per effetto delle ridotte dimensioni del relativo mercato (meno del 4% del totale)». Il valore scambiato è di circa 6,5 miliardi di euro.

Dopo anni di contrazione, il leasing immobiliare non residenziale segna un +9% nei contratti e un +10% in valore nel 2018, il più alto degli ultimi sei anni, con oltre 4,1 miliardi di stipulato. Secondo Assilea, il primo quadrimestre 2019, per il solo effetto del buon andamento degli immobili “da costruire” di importo superiore ai 2,5 milioni di euro (i cosiddetti big ticket, a mostrato un dato lievemente positivo e, soprattutto, una ripresa nel mese di aprile.
Nel 2018 la maggiore concentrazione dei contratti di leasing si è registrata in Lombardia (27%), Emilia Romagna (16%) e Veneto (14%), tuttavia, una certa progressione si è verificata anche in Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia e Sicilia.

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